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Bonaventura Rubino OFMConv

maestro di cappella in Palermo nel XVII secol

 

Bonaventura Rubino è uno dei principali protagonisti della vita musicale di Palermo.

Nato a Montecchio di Lombardia intorno al 1600, verso il 1625 entra a far parte dell’Ordine Frati Minori Conventuali; dal 1643 è a capo della Cappella Musicale della Cattedrale palermitana. L’incarico, confermato dal Padre Generale dell’Ordine Andrea Bini da Spello, su richiesta dell’Arcivescovo di Palermo Pietro Martinez Rubio, con «licentia in serviendi pro Magistro Musices in Cattedrali Panhormi, sicutiam per 22 anno sinserviit».

Incarico prestigioso che Rubino onorò sino ai primi mesi del 1668, anno della sua morte.

L’ambiente di Palermo, assai piacevole e stimolante, è ambiente adatto a confermare la figura di Rubino, ormai ammirato ed apprezzato musicista. Tra le opere che gli garantiscono il prestigio dei critici è la composizione in occasione della festa per la «Coronatione dell’Immacolata Reina» celebrata il 27 agosto del 1644 nella basilica di San Francesco d’Assisi.

Già membro dell’Accademia palermitana dei Riaccesi, figura come «Magister Musices» fra i partecipanti ai lavori del Capitolo Generale dell’Ordine che si svolse a Roma durante il 1647. Risale al 1652 la composizione del dialogo sacro di Giovanni D’Onofrio, La Rosalia Guerriera, (purtroppo dispersa); l’Opera Quarta del 1653; e, integre, ben sette sue raccolte di musica sacra, tutte stampate a Palermo fra il 1645 e il 1658, contenenti Messe (Messa de Morti) oltre a Mottetti, Responsori, Introiti e Magnificat, per un totale di 117 brani polifonici.

Anche la composizione del Requiem era parte di un preciso progetto editoriale comprendente composizioni atte a soddisfare le svariate esigenze liturgiche. Requiem eseguito nella Cattedrale maltese, nel cui archivio si custodisce l’unicum della raccolta.

A Palermo, grazie ad un’ampia documentazione ritroviamo Opere come “Le solennità lugubri e liete”, eseguite in occasione della morte di Filippo IV di SpagnaRubino inserisce la Missa de Morti ne Il secondo libro de mottetti […] opera quarta contenenti, oltre la messa, venticinque brani. L’intera raccolta è dedicata ad un esponente di spicco dell’aristocrazia palermitana il Marchese di «Spaccafurno».

La messa dei defunti consta, secondo quanto previsto dal Concilio di Trento (1543-1563) dal Missale approvato da Pio V nel 1560, di nove parti di cui tre dell’Ordinarium, (Kyrie, Sanctus e Agnus Dei), cinque del Proprium, Introito (Requiem aeternam; Ps. Te decethymnus), V. In memoria aeterna), Tratto (AbsolveDomine; V. Et gratia tua; V. Et lucis), Offertorio (Domine Jesu Christe; V. e Communio (Lux aeterna; V. Requiem aeternam), oltre alla Sequenza (Diesirae); la presenza del Responsorio Libera me, Domine, che non costituisce parte integrante della messa, rivela una destinazione solenne della stessa di solito riservata alle alte cariche ecclesiastiche e politiche.

 La maggior parte delle sezioni del proprium e dell’ordinarium come il Requiem, il Te decet, il Kyrie, o ancora il Sanctus, l’Agnus Dei o il Lux aeterna, è trattata da Rubino nello stile del contrappunto rinascimentale. Mentre nel “Communio” le parole «Lux aeterna» sono enunciate mediante un elemento melodico di quattro minime discendenti L’effetto sonoro ottenuto è quello di una suggestiva espansione quasi una variazione del tema gregoriano

Decisamente più marcate e articolate sono invece le sezioni che troviamo nei brani più estesi dell’intera messa e cioè il DomineJesuChriste e il conclusivo Libera me, Domine

Raffinate ed efficaci sono le soluzioni che l’autore realizza per esaltare particolari contenuti del testo. Nel Quid sum miser evidenzia il senso di sconforto e di commiserazione del peccatore, mentre il procedere della melodia per seconde minori ascendenti esalta il pathos intenso dell’Ingemisco. Nell’Oro supplex, invece, l’invocazione ‘supplice e piangente’ è resa con linee melodiche come, nella sezione iniziale del Lacrimosa, dove sulle parole «parce Deus» intonate dall’Alto, incontriamo uno dei rari procedimenti cromatici realizzati da Rubino